NEGLI OCCHI DELLA LEGGEREZZA

Negli occhi dei bambini del mondo, nei loro giochi, nei loro sogni, dalla loro parte e ovunque arrivi la loro fantasia. Quando la realtà si trasforma in un enorme gioco di ruolo. E a volte di guerra.

sabato, giugno 09, 2007

Nel Darfur attraverso gli occhi dei bambini

Abd al-Rahman, Age 13

“I am looking at the sheep in the wadi [riverbed, or oasis]. I see Janjaweed coming—quickly, on horses and camels, with Kalashnikovs—shooting and yelling, ‘kill the slaves, kill the blacks.’ They killed many of the men with the animals. I saw people falling on the ground and bleeding. They chased after children. Some of us were taken, some we didn’t see again. All our animals were taken: camels, cows, sheep, and goats. Then the planes came and bombed the village.”

HUMAN RIGHTS WATCH - QUI

Postato da: harmonia a giugno 09, 2007 08:01 | link | commenti (248) |

sabato, dicembre 24, 2005


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31x48TU31x48
31x48CHE31x48
31x48NE 31x48DICI,31x48
31x48AMICO 31x48MIO,31x48
31x48SE31x48 IN 31x48QUESTO31x48
31x48NATALE FACCIO31x48
31x48UN BELL'ALBERO DENTRO31x48
31x48 IL MIO CUORE31x48 E CI ATTACCO, 31x48
31x48INVECE DEI REGALI,31x48
31x48I NOMI DI TUTTI I MIEI31x48
31x48AMICI? GLI AMICI LONTANI E31x48
31x48VICINI, GLI ANTICHI31x48 ED I NUOVI.31x48
31x48QUELLI 31x48CHE VEDO TUTTI I GIORNI E31x48
31x48QUELLI CHE VEDO31x48 DI RADO. QUELLI CHE31x48
31x48RICORDO SEMPRE E QUELLI CHE, ALLE VOLTE, 31x48
31x48RESTANO 31x48 DIMENTICATI, QUELLI31x48
31x48COSTANTI E QUELLI31x48 INTERMITTENTI,31x48
31x48QUELLI DELLE ORE31x48 DIFFICILI E QUELLI DELLE31x48
31x48ORE ALLEGRE. QUELLI CHE, SENZA 31x48VOLERLO, MI31x48
31x48HANNO FATTO SOFFRIRE. 31x48QUELLI CHE CONOSCO PROFON-31x48
31x48DAMENTE E QUELLI 31x48DEI QUALI CONOSCO 31x48SOLO LE APPARENZE.31x48
31x48QUELLI CHE MI 31x48DEVONO POCO E QUELLI31x48 AI QUALI DEVO MOLTO. I MIEI 31x48
31x48AMICI SEMPLICI ED I MIEI AMICI IMPORTAN-31x48
31x48TI. I NOMI DI TUTTI QUELLI31x48 CHE SONO GIA' PASSATI31x48
31x48NELLA MIA VITA . UN ALBERO31x48 CON RADICI MOLTO PROFONDE,31x48
31x48PERCHE’ I LORO NOMI NON 31x48ESCANO MAI DAL MIO CUORE.31x48
31x48UN 31x48ALBERO31x48 31x48DAI R31x48AMI31x48
31x48MOLTO, MOLTO GRANDI PERCHE’ I NUOVI NOMI VENUTI DA TUTTO IL MONDO 31x48
SI UNISCANO AI GIA' ESISTENTI.
UN ALBERO CON UN'OMBRA MOlTO
GRADEVOLE
PERCHE' LA NOSTRA AMICIZIA
SIA UN MOMENTO DI RIPOSO DURANTE LE LOTTE
DELLA VITA

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Postato da: Ipanema a dicembre 24, 2005 19:36 | link | commenti (3) |

domenica, aprile 03, 2005

CIAO, PAPA DI TUTTIIBAMBINI DEL MONDO...

Postato da: monello a aprile 03, 2005 21:47 | link | commenti (2) |

sabato, aprile 02, 2005

mexico-indianchild-jan79

Postato da: Ipanema a aprile 02, 2005 15:18 | link | commenti |

Postato da: Ipanema a aprile 02, 2005 15:17 | link | commenti |

Pope John Paul II is kissed by a little child as he tours St. Peter's Square at the Vatican prior to the start of an outdoor general audience on Wednesday

Postato da: Ipanema a aprile 02, 2005 15:17 | link | commenti |

giovedì, marzo 03, 2005

Nel duro inverno afghano 

Postato da: harmonia a marzo 03, 2005 08:47 | link | commenti |

mercoledì, febbraio 02, 2005

Per ricordare le vittime dello tsunami


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Bambini indonesiani accendono candele durante una cerimonia in onore delle vittime del disastro dello tsunami a Jakarta. (AFP/Jewel Samad)


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abbracci di Pace,

Ipanema

 

Postato da: harmonia a febbraio 02, 2005 08:36 | link | commenti (1) |

martedì, gennaio 11, 2005


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abbracci di Pace,

Ipanema

 

Postato da: Ipanema a gennaio 11, 2005 22:36 | link | commenti |

domenica, gennaio 09, 2005

 

Una bella iniziativa umanitaria come sempre promossa dalla banda delle Utopie Concrete 



Attenzione, domani, 9 gennaio, cesserà la raccolta di sms da inviare a questo blog, avete tempo fino a domani sera alle 24

Per l'invio delle storie invece c'e tempo fino a domenica 23 gennaio, si vota lasciando un commento sotto il finale scelto.
questi i finali fino ad ora pervenuti:

- finale n.1
- finale n.2
- finale n.3
- finale n.4
- finale n.5
- finale n.6
- finale n.7
- finale n.8
- finale n.9

sono per il momento anonimi... ma un gioco nel gioco, divertente, potrebbe essere quello di indovinare chi li ha scritti...
oppure, se avete voglia, inviatene uno voi, all'indirizzo e-mail
finiscilastoria@yahoo.it

Postato da: Ipanema a gennaio 09, 2005 11:56 | link | commenti |

venerdì, gennaio 07, 2005

 

Postato da: Ipanema a gennaio 07, 2005 16:10 | link | commenti |

giovedì, dicembre 23, 2004

auguri da Ipanema

Postato da: Ipanema a dicembre 23, 2004 21:47 | link | commenti |

mercoledì, dicembre 22, 2004

Infanzia a Falluja in prossimità del Natale


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Postato da: harmonia a dicembre 22, 2004 18:21 | link | commenti |

lunedì, dicembre 20, 2004

Buona volontà e impegno serio

Photo

In Zimbabwe aiuto offerto agli orfani dell'AIDS.
AFP - Sun Dec 19, 2:53 PM ET



Postato da: harmonia a dicembre 20, 2004 07:42 | link | commenti |

sabato, dicembre 04, 2004

Non dimenticare Bhopal: 20 anni dopo il disastro


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Suraj Singh, un bambino di cinque anni nato senza occhi dopo che i suoi genitori erano stati vittime del disastro del gas a Bhopal, responsabile la compagnia Union Carbide. (AFP/Emmanuel Dunand)


Postato da: harmonia a dicembre 04, 2004 17:43 | link | commenti |

sabato, novembre 27, 2004

lunedì, 22 novembre 2004

Tutto è cominciato così....

Tutto è cominciato il 10 Novembre, quando la mia amica Shalimar pubblica sul suo blog, la triste storia di Nkululeko, il bambino nella foto di fianco, ribattezzato Fredoom, perchè è questo che significa il suo nome originario in zulu.

Riporto integralmente la storia di Freedom, così ciascun lettore (e spero sarete in tanti) possa ricostruire l'antefatto..... quello che ha mosso mnementh, 21venti e shalimar a realizzare il progetto BLOGAID. Solo dopo aver letto vi sveleremo a poco a poco quali sono i nostri intenti. Abbiamo bisogno di tutti voi. Il progetto è difficile da portare avanti e si prefigge degli obiettivi ardui da raggiungere. Il primo è accorciare le distanze, il secondo abbattere il muro dell'indifferenza, il terzo agire supportando con i fatti le nostre le parole.

Troverete il banner di blogaid qui accanto (tra poco), vi prego mettetelo nel vostro blog e fate girare la voce dell'esistenza di questo luogo in cui si cerca di aiutare persone, bambini che hanno avuto la sfortuna di nascere nelle zone più disagiate della terra.

La storia di Freedom

Libertà ha otto anni. Quando entriamo nella baracca dove vive lui è disteso sul letto, due cuscini sotto la testa. Libertà ha otto anni, ma a vederlo l' età non si indovina. Potrebbe averne due, o sette, o nove, al massimo. Ha le braccia aperte, i gomiti piegati, i pugni chiusi e le unghia lunghissime, non gliele tagliano da mesi, si direbbe. L' unica cosa che sembra muovere sono la testa, un po', e gli occhi. Quando entriamo, ha un espressione sorpresa, ma potrebbe essere paura. Noi siamo otto, e tre di noi sono bianchi... In realtà tutti e otto nella baracca non ci entriamo, i due volontari di KwaNdengezi restano sulla porta. C' è caldo ed è un caldo che mi torna familiare. E' il caldo dell' estate nelle baracche, di quando io ero bambina e andavo a trovare mia nonna, le baracche della terremoto della Valle del Belice. E mi ricordo mia madre che mi diceva, di pomeriggio, io distesa sul letto, le lenzuola bianche, "Stai ferma immobile e non ti muovere che senti meno caldo". Anche Libertà non si muove. Suo fratello si fa aria con un giornale vecchio. Bongiwe ne prende uno da sotto il letto e inizia a sventolarselo davanti alla faccia. Libertà gira gli occhi lontano da noi. E suo fratello racconta che non è suo fratello, ma un parente, un cugino credo. Parla in Zulu, qualche parola in inglese, poi Bongiwe traduce. I genitori di Libertà sono morti entrambi, di AIDS penso, pensiamo tutti, ma nessuno lo sa, neanche loro lo sanno di cosa sono morti. Gli altri parenti non possono occuparsi di lui, e così ci pensa questo suo fratello che avrà forse la mia età e con gli occhi lucidi ci dice che non può andare a cercare lavoro perché se no a Libertà chi ci pensa? Parla ancora, gli occhi che vorrebbero piangere, ma con dignità, con coraggio... anche se la speranza... non so, la speranza... Bongiwe traduce e aggiunge, quando nascono bambini come Libertà i genitori li buttano via, perché non ce la fanno a prendersi cura di loro. Ma Libertà non lo hanno buttato via. Neanche adesso lo buttano via Libertà. Sul letto è appeso un disegno stampato al computer con Topolino che balla e dice "Be happy". Sii felice. Caldo, sudo, sudiamo tutti. Libertà ha una coperta sui piedi, è vestito, pulito, credo che abbia qualcosa come un pannolino, ma non si capisce perché il suo corpo è così storto che è difficile capire cosa sia suo, dove finiscano le sua ossa e la sua pelle, quella cosa che chiamiamo corpo, e dove iniziano i vestiti, le coperte, il destino, tutto quello che ci buttano addosso, che lo vogliamo o no. Il fratello di Libertà chiede a Bongiwe se possiamo fare qualcosa per lui. Bongiwe è una operatrice sociale del crisis centre The Open Door. Lei dice che può provare, ma non può promettere niente perché gli orfanotrofi o gli ospedali per bambini come lui sono strapieni. Ci proverà comunque. Bongiwe è seduta sul letto accanto a lui, gli accarezza le mani, gli apre i pugni chiusi con le unghia lunghissime, gli guarda i piedi nascosti sotto le coperte, come ad accertarsi che ci siano tutti i pezzi, poi si gira e ci dice "Guardate, sorride", come si dice per i neonati. Libertà sorride, cosa prova adesso? E' felice perché una donna che potrebbe essere sua madre si interessa di lui? E' la nostra attenzione, il nostro affetto che pure è così difficile da dimostrare, lì seduti, congelati, in un caldo e in un tempo che non passano mai? Cosa pensa Libertà tutto il giorno, di cosa è fatta la sua vita, cosa sogna? Soffre? E se si quanto? Soffre sempre o ogni tanto guarda suo fratello e il suo amore lo rende semplicemente felice, aldilà di tutto, felice? Io chiedo non so a chi "Che cosa ha?". Una domanda così semplice ma che non fa nessuno. E la ragione è che Bongiwe e gli altri del posto la risposta forse la immaginano già. Non si sa. Nessun dottore ha mai visitato Libertà. Nessun dottore, nessuna diagnosi, nessuna cura, nessun modo per cambiare la sua vita. E Libertà lì, col suo respiro rauco dovuto al corpo storto, con gli occhi che si posano sulle cose, sul disegno di Topolino, sulle nostre facce, sulle pareti della baracca. Quanto vivrà ancora, mi chiedo? E cosa dobbiamo sperare per lui, una lunga vita o soltanto una morte in un letto pulito, magari con un ventilatore, magari dopo avere mangiato un gelato, magari guardando il volto bellissimo di Bongiwe, come la sua mamma, come era la sua mamma. Quando andiamo via lo salutiamo tutti in fila, in processione, suo fratello dice "E' un bravo ragazzo". E fuori, solo Bongiwe piange. Bongiwe che ne ha visti mille di bambini così, e ha visto anche di peggio. Lei che uno pensa ci avrà fatto l'abitudine. Poi dice a Brad, ricordami la prossima volta che veniamo di portare un tagliaunghie. Noi altri stiamo zitti e non pensiamo a niente. Solo camminiamo sotto il sole per le strade di questa township che si estende ovunque. E nella mia mente ripeto come in un ritornello Si potrà pure far qualcosa Come si può non fare niente Si potrà pure far qualcosa Come si può non fare niente Si potrà pure far qualcosa Come si può non fare niente.

Postato da: Mnementh a 20:25 | commenti (4) |

Vi segnalo questo post e questo blog. Credo siano importanti da tenere sotto costante osservazione. Un abbraccio a tutti voi, di Tutti i Bambini Multiblog, Ipanema

 


Postato da: Ipanema a novembre 27, 2004 16:47 | link | commenti |

sabato, novembre 20, 2004

 

I diritti dei bambini

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ha approvato la

Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia

Postato da: harmonia a novembre 20, 2004 16:47 | link | commenti (1) |

martedì, novembre 16, 2004

Un bambino a Falluja

Baby who lost a leg in the Falluja battle

Postato da: harmonia a novembre 16, 2004 22:17 | link | commenti |

lunedì, novembre 15, 2004

Uro children play on a boat on Uro island in Lake Titicaca, November 5, 2004. The Floating Islands of Uros are made by natives from compacted beds of totora reeds.  The islands are located in Lake Titicaca, the worlds highest navigatable lake at over 4000 meters above sea level. The Uros people fish and hunt, but tourism is the main source of livelihood.  PHOTO TAKEN NOVEMBER 5
   REUTERS/Pilar Olivares REUTERS

Bambini Uro giocano su una barca aull'isola di Uro su lago Titicaca, il 5 Novembre 2004. PHOTO TAKEN NOVEMBER 5 REUTERS/Pilar Olivares REUTERS

Postato da: harmonia a novembre 15, 2004 23:06 | link | commenti |

Un dolce sbadiglio a Jakarta


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Postato da: harmonia a novembre 15, 2004 22:57 | link | commenti |

 

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